venerdì 28 marzo 2014

L'Homo Sapiens fa la sua comparsa circa 250.000 anni fa ed inizia a fabbricare i primi rozzi utensili, dando nome a quel periodo conosciuto come Paleolitico (palaiòs "antico", lìthos "pietra"). La tecnica adoperata per lavorare gli oggetti è detta scheggiatura. Uno dei prototipi più comuni di oggetto è detto amìgdale (dal greco amygdàle ovvero "mandorla").

Lame di forma ellittica con un'estremità arrotondata che fungeva da lama.

Non sono molto conosciute le abitudine ed i pensieri dei nostri preistorici antenati ma di certo possiamo afferma che, laddove si è sviluppata quella che possiamo definire civiltà, si sono avuti come prime conferme quei rituali magico-propiziatori che gravitavano attorno alla vita, alla caccia e soprattutto al culto dei morti.
Ne troviamo le prove nell'era definita Paleolitico superiore (40.000 a.c.), dove vengono rinvenute le prime testimonianze magico propiziatorie, realizzate tramite graffiti eseguiti su ciottoli o pareti di grotte che rappresentavano scene di una spiccata vivacità e di un insolito realismo; investendo la realtà di quella vena simbolica e propiziatoria, nell'atto di rappresentare ciò che doveva essere, ciò che avveniva, probabilmente l'uomo voleva piegare la realtà al proprio desiderio, alla volontà di piegare gli eventi della natura da quelli graditi a quelli sgraditi.



Ne sono esempio le statue ritrovate di circa 10-20 cm che raffigurano una donna. Questa è priva di volto, ricoperto da un casco di riccioli e visibilmente formosa e grassa. Tale statuette sono definite steatopigiche (stéar "grasso", pyghé "glutei"). Vengono chiamate scherzosamente "veneri" e la più famosa e quella rinvenuta presso Willendorf (Austria). Aldilà di ovvie osservazioni, è bene analizzare l'opera: ci troviamo innanzi ad una donna dai fianchi larghi, dove la vagina e simbolicamente scolpita ed evidenziata, così come i seni rotondi dove poggiano le mani. Si tratta di una scultura di tipo propiziatorio che probabilmente doveva augurare una buona fecondità. Oltre a questo ne possiamo trarre l'idea della donna protettrice, la madre, l'incubatrice di vita, tanto da dare da pensare al buon occhio con cui veniva vista la donna ai tempi, riconosciuta nella sua importanza di "madre natura".
L'esigenza estetica nacque realmente nell'era Neolitica, quando venne introdotto l'uso della ceramica. Dalle funzioni primarie si ebbe poi una vera e propria concezione puramente esteriore: si trattava di decorazioni geometriche di base che, tuttavia, raggiungono splendidi esempi di arte decorativa.

E dopo questo breve intervento mi appresterò ad esaminare più da vicino l'arte Preistorica, con i suoi curiosi graffiti, poi quella egizia nelle strutture e la minoica con io suo mistero.



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